INTERVISTA A SIMONE CRISTICCHI

GLOBUS MAGAZINE – MAGGIO 2013

 

Ho sempre pensato a Simone Cristicchi come ad un connubio tra un qualcosa di rilassante ed uno spunto per riflettere. Insomma un connubio tra una buona tisana ed un buon libro, con quel giusto pizzico d’ ironia che non guasta mai.

Anche in “Album di famiglia” suo ultimo lavoro discografico, pubblicato in concomitanza con la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2013, questi tre elementi sono presenti e si evidenziano già dalla copertina, disegnata dal piccolo figlio di Simone, che dimostra già di avere talento artistico.

Un punto focale del tuo album che mi ha colpito molto è l’ attenzione che presti alle foibe all’ esodo dall’ Istria alla Dalmazia, come ci sei arrivato?

Le foibe e l’esodo dall’Istria alla Dalmazia sono una ferita aperta nella storia del nostro Paese,non capisco la strumentalizzazione di un evento così devastante da parte della politica di sinistra.

Mi sono avvicinato alla storia dell’ esodo dall’ Istria alla Dalmazia guardando un video su Youtube e leggendo il libro di Bernas. Da questo sono arrivato a scoprire il “Magazzino 18” che da il titolo ad una canzone contenuta nell’ album….

….ed anche al tuo prossimo lavoro teatrale…

…Esattamente. Sarà un monologo, che avrà la regia di Antonio Calenda. Il protagonista sarà un funzionario del Ministero dell’ Interno incaricato di catalogare i silos, pertanto inizierà a ricostruire le storie dei proprietari delle masserizie.

Spero che ci siano tutti i presupposti per rendere omaggio sia agli esuli, sia a chi è rimasto dall’altra parte dell’Adriatico.

Una provocazione: perché?

Perché trovo sia assurdo che la scuola non parli di questa parte della nostra storia.

La nostra generazione non sa nulla delle foibe, ma soprattutto ignora del tutto delle persone che hanno abbandonato quei territori e sono morte di umiliazioni e malinconia. Tutto questo va raccontato, e con lo spettacolo teatrale cercherò di farlo con un linguaggio che arrivi anche ai più giovani.

Torniamo al tuo disco, anche se in realtà non lo abbiamo mai abbandonato, perchè una canzone dedicata a Laura Antonelli?

Lei è stata un’ icona del cinema italiano, per un errore commesso ha pagato un prezzo enorme, con una lapidazione a mezzo dei media che definirei sproporzionata. Adesso vive in solitudine, non vede la televisione ed ha dilapidato tutto il suo patrimonio. So che le hanno riferito della mia canzone e che ne è stata felice.

Volendo riassumere il tuo ultimo cd?

Non saprei come riassumerlo, direi che è un cd a km zero, visto che per avere un visione intima ho composto il tutto in uno studio a casa mia. L’ album non descrive la mia famiglia, ma l’ umanità che nonostante tutto resiste, speriamo di resistere ancora per molto. I nostri nonni hanno fatto la resistenza per consegnarci una società migliore, noi, pare che ci siamo messi d’ impegno per distruggerla.

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