INTERVISTA A FICARRA E PICONE

 

PUBBLICATA DA GLOBUS MAGAZINE – MAGGIO 2013

Ormai li seguo da diversi anni, ho avuto modo di vederli in conferenze, film, spettacoli, a rapporto con un pubblico sempre più vasto e sempre più affettuoso, ma il mio approccio con loro è sempre il medesimo, quello della partita di tennis.

Se non pensi a Ficarra e Picone, come il rimbalzare di una pallina che viaggia tra una racchetta e l’ altra, sei finita.

Incontrarli richiede un allenamento praticamente fisico/mentale, alla stregua del primo Rocky. Devi essere preparata fisicamente a reggere il ritmo di un continuo rimbalzare di battute, pronta  a mantenere un filo di professionalità anche quando ti scappa decisamente da ridere e devi schivare dei colpi micidiali, quelli che non ledono, ma che sottoforma di battute ironiche arrivano anche al tuo indirizzo quando magari non hanno voglia di rispondere ad una determinata domanda. Per fortuna i colpi non recano danno, non ti mandano all’ ospedale ed anche nel caso che dovessi essere portatore sano di mancanza di autoironia, loro ti accrescono le difese immunitarie per cui volente o dolente, alla fine ridi anche del fatto che ti stanno, palesemente prendendo in giro.

A Catania con lo spettacolo “Apriti Cielo”, inserito nel cartellone del Teatro Stabile, loro, due Palermitani in terra nemica, sono riusciti nell’ impresa di replicare la loro commedia, al Teatro Ambasciatori, per 15 giorni consecutivi registrando un tutto esaurito degno del guinnes dei primati.

“Apriti Cielo” ha segnato un sold out incredibile per due artisti palermitani in scena per 15 giorni a Catania?

Ficarra: Infatti a Dipasquale (direttore del Teatro Stabile di Catania n.d.r.), quando ci ha invitati ho chiesto: “Sei sicuro? Non è che hai sbagliato numero?”

….E invece ha avuto ragione lui, ma in realtà “Apriti Cielo” nasce proprio a Catania, al “Gatto Blu”…

Picone: E’ vero, è nato al Gatto Blu di Gino Astorina, si è evoluto in altri piccoli teatri di Palermo ed Agrigento, sino ad arrivare alla stesura finale, ovvero quello che portiamo oggi in teatro. Ci piace sperimentare in piccoli teatri prima di consegnare il tutto al grande pubblico.

Avete girato l’ Italia con questo spettacolo, i riscontri sono stati sempre positivi?

Picone: Assolutamente si! E’ ovvio che in Sicilia ci sentiamo a casa e ci concediamo qualche battuta in siculo in più, ma per fortuna il riscontro è stato ottimo in tutta Italia.

Il vostro primo quadro parla di televisione, anche se si riferisce all’ elettrodomestico, ma voi che la televisione la fate, cosa ne pensate dell’ attuale stato e del prolificare dei talk show che cercano soluzioni a casi, ai quali, neanche gli inquirenti sembrano trovare spiegazioni?

Ficarra: Bisognerebbe fare un talk show sul perché questi talk show continuano con queste storie, ovviamente con plastico annesso!!

Cinema, televisione, ma cosa farebbero Ficarra e Picone senza il rapporto fisico col pubblico che solo il teatro vi assicura?

Picone: Niente! Il teatro è un rapporto fisico meraviglioso. Solo pensare che qualcuno si è preso la briga di assicurarsi il biglietto giorni prima e che quel giorno esce da casa cerca posteggio e viene solo per passare due ore con te è un emozione bellissima che ti carica e ti rende orgoglioso.

FICARRA E PICONE 11-6-2012 SIST (71)

Dopo “Baaria” di Tornatore e “Femmine contro Maschi” di Brizzi, a quale regista vi affidereste per tornare sul set solo come attori?

Ficarra: Ce ne sono tanti che amiamo Virzì, Sorrentino, sarebbe bello un giorno riuscire a fare qualcosa insieme.

Dopo il successo del divertentissimo “Anche se è amore non si vede” state già lavorando al prossimo film?

Ficarra: Film? Quale film?

Picone: Inizieremo a pensarci al momento non abbiamo una storia.

Ficarra: Daremo il via al tutto quando sentiremo di avere una vera storia tra le mani.

Nel 2010 avete incontrato Robert De Niro al Festival del Cinema di Taormina, avete opzionato la sua presenza per il vostro prossimo film?

Ficarra: Lui ci ha pregato per avere una parte e credo che sia venuto a Taormina con l’intento di conoscerci… Vedremo!

Il vostro ultimo lavoro cinematografico ha avuto per location Torino, quindi avete decisamente “abbandonato” la Sicilia, come vi siete trovati e come siete stati accolti visto che un set all’ interno di una città è comunque sinonimo di problemi almeno di viabilità?

Picone: Siamo stati accolti benissimo e la città e veramente molto bella. Abbiamo trovato grande professionalità e disponibilità…

Ficarra: …..E devo dire che i piemontesi si sono integrati benissimo tra i meridionali!!!

Quando scrivete un copione per un film avete già in mente l’ attore al quale affidare la parte, oppure la scelta avviene in un secondo momento?

Ficarra: Diciamo che è una cosa che avviene di pari passo.

La scelta lavorativa che vi ha cambiato la vita?

Picone: Senza ombra di dubbio Zelig.

Siete molto amati dai vostri fans ed è tangibile ad ogni vostra apparizione pubblica, qual è la cosa più strana che un/una fan abbia mai fatto per voi?

Ficarra: Venirci a vedere dal vivo!!

In primavera tornerete dietro il bancone di Striscia, qual è il bilancio dell’ ultima edizione che avete condotto e come vi trovate ad avere un copione del quale non siete gli autori?

Ficarra: E’ stata una edizione molto particolare. Lo scandalo della lega ha contribuito notevolmente per spunti di satira e di ironia. Purtroppo il terremoto invece ci ha rattristato moltissimo. A maggior ragione perché quando è avvenuto le puntate erano già registrate, visto che la troupe era già in giro per registrare le puntate di “Veline”, per cui non è stato possibile esprimere la nostra vicinanza e solidarietà ai nostri connazionali coinvolti.

Picone: Striscia è sempre un’ esperienza esaltante, affidarsi in toto agli autori è un segno di stima e fiducia reciproca, essendo in diretta, a parte nella situazione di cui parlava Salvo, non manca, comunque, la possibilità di improvvisare.

 

Al ventennale del vostro sodalizio artistico il vostro è un matrimonio solido?

Ficarra: Speriamo di no. Vivere con la speranza che possa finire da un momento all’altro è un modo per sopportarci giorno dopo giorno

Nel matrimonio che sia artistico o meno c’è sempre una figura predominante, chi è la vittima tra voi due? A vicenda si definiscono vittima l’ uno dell’ altro, ma alla fine….

Ficarra: Nessuno prevarica nessuno, lo scambio è reciproco, spesso in scena si fa qualche battuta in più consapevoli del fatto che dall’ altra parte c’è una persona che ti supporta…..

Picone: ….. O sopporta? Lui fa tanto lo sbruffone, ma col carattere “liscio”, come si dice dalle nostre parti, che ha, anche al di fuori dal set, non credo che in tanti avrebbero resistito 20 anni. Ho la certezza che dopo un paio di mesi, avrebbero fatto le valigie e non sarebbero più tornati. Non so come ho fatto, ma sono ancora qui e continuo a sopportarlo, per quanto non lo so!

 

 

 

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